Memories
7 dicembre,08 at 11:20 am Lascia un commento
Le notizie degli attacchi terroristici a Mumbai mi hanno scosso molto. Non solo perchè si tratta di un ennesimo attacco terroistico ma soprattutto perchè è avvenuto nella madre terra India, doveho vissuto fino a un mese e mezzo fa. Mumbai non è stata una delle mie mete di visita ma ho letto Shantaram nei minimi dettagli e quei luoghi sono i più famosi della città. E’ così triste pensare che sia accaduto ciò in un paese che è la più grande democrazia al mondo, in cui verosimilmente ognuno ha la libertà di esprimersi e professare la propria religione. Ma non voglio parlare di politica, voglio solo ricordare tramite le parole, i mesi stupendi che ho vissuto laggiù.
Il ritorno alla frenetica vita occidentale non mi ha permesso di prendere il tempo necessario per riflettere e ripensare con dovuta calma ai miei amici, agli odori, ai colori e ai sapori con cui ho convissuto. Nei pochi momenti di calma e tranquillità, chiudo gli occhi e d è come se si creasse un quadro in cui sento l’afa della calda estate di Delhi e la voce dell’omino che passava sotto casa al mattino a vendere la frutta e poi…E poi il quadro svanisce, gli occhi mettono a fuoco la vera realtà che mi circonda: Milano, i tram, le strade, l’asfalto, il grigiore dell’autunno e della crisi planetaria sui volti della gente. E poi ripenso ai sorrisi e alle voci squillanti di tutti quei bimbi che ho incontrato per strada, bambini vestiti di stracci o umili vestiti che mi osservavano quasi fossi un’aliena e poi sorridevano, sorridevano a tal punto che riuscivano ad illuminare le mie giornate. Porto con me spesso la loro felicità e gioia soprattutto nei momenti in cui mi lamento per un autobus che arriva in ritardo o perchè un esame potrebbe non andar bene. Tutto questo diventa davvero inutile difronte alla povertà e alla fame, al caos e alla confusione in cui ogni giorno vivono i Dijin, gli abitanti di Delhi. E poi? Poi il Rajasthan, la terra dei guerrieri, dei palazzi dei Rajà e della città d’oro Jaisalmer che mi ha coinquistato. Il viaggio con i miei genitori, loro che per amore mi hanno raggiunto in luogo così lontanto da casa. Casa. Defence Colony con i suoi alberi sempre verdi e l’affetto dei miei vicini, Rajinder e Shabani. La piccola comunità di amici che mi ero creata in quel quartiere, in una città difficile e così inimmaginabilmente diversa dalla vecchia Europa. Ripenso a Varanasi e ai giorni trascorsi al Bal Ashram in compagnia di Amne e Luigi e diciotto bambini indiani orfani. Ammiro Camilla e Lorenzo,i due italiani che coordinano il progetto dell’Asociazione Anjali, perchè hanno saputo prendere una scelta coraggiosa e diversa. E poi la religione, l’hinduismo, le file di gente in attesa di entrare al tempio, i fiori arancioni per le offerte, il volto di Ganesha(il mio dio preferito) e i profumi dell’incenso. I canti delle donne a Pushkar in onore di Durga che si sentivano provenire dal mandir sotto la collina. Le mie colleghe di lavoro,Gurpreeet Charanjit e Bharti, tre donne meravigliose che mi hanno insegnato e dato molto. Tre persone che rappresentano l’ ennesimo volto dell’India. Donne che lavorano duro, in alcuni casi hanno doppio lavoro, e credono nella famiglia. Una ragazza che ama l’Italia, che parla correttamente italiano e sa benissimo cosa sia l’Occidente. Bharti che mi ha accolto nella sua famiglia e mi ha fatto conoscere sua madre e le sue sorelle, persone dolci, fantastiche che non scorderò mai.
India: caos, confusione e complessità. Non ti riuscirò mai a capire completamente ma tornerò.
”Come on, India’s not as bad as all that. Other side of the earth, if you like, but we stick to the same old moon.” J.D.FORSTER- Passage to India
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