From Jammu Kashmir to Punjab: Je Mata Di!

17 settembre,08 at 11:13 am 1 commento

Sabato sono esplose ben 3 bombe e altre 3 sono state trovate inesplose. I luoghi prescelti sono quelli più frequentanti della città. Karol Bagh dove vive Bharti, Connaught Place dove regolarmente sono andata a fare shopping, Statement House dove sabato scorso sono andata a comprare un libro per la tesi, G.K dove ho trascorso il mio sabato con Bharti e Dimple…L’ironia della sorte ha voluto che nessuno di noi fosse a Delhi questo weekend e questa è stata di certo la nostra salvezza. Non mi è mai capitato di stare in una città in cui sono esplose delle bombe, that is scary.

Dicevo, ironia della sorte, volontà divina, sabato ero a ben tre mila e passa metri d’altezza a vivere un’esperienza unica e speciale. Io, Bharti e sua sorella Dhimple siamo partite venerdì nel tardo pomeriggio alla volta di Ludhiana nel Punjab. Ovviamente l’inizio del nostro trip è stato piuttosto rocambolesco visto che stavamo per perdere il treno e dall’ufficio continuavano a chiamarci per alcune informazioni sulla prossima delegazione. Abbiamo preso un treno molto bello che fa pienamente concorrenza a Trenitalia(peccato che io dovrei provenire da un Paese Sviluppato mentre invece, ahimè, l’Italia quanto a rete ferroviaria fa proprio pietà…Ma questo lo sappiamo). Il viaggio è durato quattro ore ed è stato molto piacevole perché ho potuto ammirare il paesaggio circostante. Lasciata Delhi inizia la “campagna”, il Punjba è infatti una zona estremamente pianeggiante e verde che vagamente mi ricordava casa. Durante il tragitto ci è stato offerto di tutto: chai, merenda, succho al mango, dolci e cena! Incredibile!

Arrivate a Ludhiana ci siamo unite a 3amici di Dhimple e siamo andati a cena. Ho cercato di stare leggera e infatti avevo preso dei noodles. Finito il giro di portare orientali gli altri hanno ordinato altri piatti indiani…Uhm, proprio una partenza leggera! Ovviamente anche questa volta c’è stato qualche disguido col treno.  Essendo in una waiting list abbiamo perso il treno e quindi abbiamo preso quello di mezzanotte diretto a Jammu(pagando una specie di tangente per  fare in modo che tutti e sei potessimo salire). Nell’attesa del treno ho potuto assaggiare il famoso paan, il dolce digestivo indiano…Che è molto digestivo ma tanto per cambiare pesantissimo!

Saliti sul treno abbiamo preso posizione nel nostro “ scompartimento”.  Ognuno aveva una cuccetta ma non c’era nulla che ci divideva dal corridoio in quando anche lì ci sono dei posti per dormire.  Tra una risata e una mossa di contorsionismo per entrare nel nostro “letto” ci siamo messi a dormire quando….Nel bel mezzo di un sogno la luce si accende, inizio a sentire odore di spezie e un sacco di cicaleggi in hindi…Oh my god, erano le tre di notte e Romy, uno dei ragazzi, si è messo a mangiare!!!! Incredible.  Senza parole e con un bel sorriso mi sono rimessa a dormire visto che ci avrebbe aspettato una tranquilla camminata di 12Km in montagna e volevo essere fisicamente pronta per compierla.

Jammu è la capitale dello stato del Jammu-Kashmir. Non mi dilungo in eventi storici ma come è noto non è una zona molto safe perché è al confine col Pakistan e perché ogni tanto c’è qualche bomba. Per sicurezza i cellulari non funzionano e quindi per un giorno intero ho fatto rimanere in ansia mamma e papà….Ma in realtà non c’è nulla da temere perché ho potuto visitare un luogo davvero paradisiaco e ne è valsa davvero la pena.

Vaisnhu Devi è un luogo molto sacro per gli indiani, percorrendo un tragitto di 12km in montagna si arriva a più di 3300 in un tempio dentro alla montagna dedicato a Shakti e alle divinità femminili. Per poterci andare in realtà bisogna essere stati chiamati da Durga. In due siamo stati convocati da Durga, io e un altro mio compagno di viaggio. Io ho sognato un cucciolo di tigre e un serpente. La tigre è il simbolo di Durga mentre il serpente di Shiva. Lo yatra è molto impegnativo e chi lo intraprende spontaneamente recita “Je mata di”. Percorrendo la strada irtuosa che conduce al mandir si incontrano persone di tutte le età, molti anziani che si reggono a fatica, gente sul pony o su delle lettighe in legno.  Ovunque c’è pieno di scimmie che cercando di porre delle insidie alle persone che intraprendono il percorso. Si diceche se una scimmia ti ferma vuol dire che  non dovevi intraprendere il tuo viaggio. I panorama è splendido e molto diverso dalle nostre montagne. A più di tre mila metri si trovano piante, fiori e tantissimi animali. La natura è davvero rigogliosa e per gli indiani questo è un dono di Dio.

Al nostro arrivo al tempio abbiamo fatto una doccia con l’acqua ghiacciata del Gange e come vuole la tradizione abbiamo cambiato  nostri vestiti. Bisogna nfatti indossare un abito nuovo una volta che si arriva lì. Le raffigurazioni di Durga si trovano all’interno del tempio, in realtà si tratta di tre pietre che simboleggiano Kali, Durga and Lakshimi. Il guru che era all’interno mi ha visto e mi ha voluto spiegare cos simboleggiano e mi ha fatto un tikka sulla fronte.

Lo yatra non è completa finchè non si raggiunge il tempio che si trova ancora più in altro ed è dedicato a Shiva. Abbiamo preso dei cavalli e tra una risata e l’altra lo abbiamo raggiunto. Davanti a noi c’era un tramonto splendido e solo il verde dela giungla. Wow.

Siamo scesi a Katra in cavallo ed è stato molto divertente ma anche traumatico. Il mio fondoschiena sta ancora accusando della nostra cavalcata notturna.  La luna splendeva piena nel cielo e ancora tante persone iniziavano il percorso al buio e armati di grand forza gridavano a squarcia gola: Je mata di! Il ritorno è stato molto più traumatico dell’andata perchè andare a cavallosu un cuscino al posto della sella non è proprio comodo.

Distrutti e stanchi siamo tornati nella nostra bettola e abbamo mangiato del sano cibo indiano per riprenderci dalle fatiche. Il giorno seguente abbiamo distribuito del cibo a 9 bambine perchè anche questo fa parte della tradizione(Durga infatti viene rappresentata con le braccia di 9 persone che sono le se manifestazioni)e abbiamo ripreso la nostra super jeep per scendere a Jammu. Il paesaggio è molto bello, si attraversa una vallata in cui scorre la Ganga e  il paesaggio è decisamente aspro. Non ci sono case o villaggi, qua e là si vedono dei sadhu che camminano o delle donne con delle bors in testa e ovviamente miriadi di scimmie.

Dopo un’oradi viaggio siamo scesi a Jammu e siamo andati in stazione. Nelle strade della citta c’è molta polizia e parecchi posi di blocco come in tutta la regione del resto. Abbiamo preso il treno per Amristar e nel tragitto ho avuto modo di assaggiare nuovi stuzzichini indiani e nelle quattro ore di viaggio abbiamo avuto modo di parlare delle nostre religioni. La cosa buffa è che eravamo quattro persone: un sikh, due hindù e una cristiana cattolica(che a volte si scorda di essere una cristiana esemplare). Poi per digerire il cibo ho pensato di dare dimostrazione delle mie capacità acrobatiche e abbiamo fatto delle mosse di yoga in treno.

Siamo arrivati ad Amristar verso le sett di sera e ci siamo diretti al nostro ostello vicino al Golden Temple. La città è estremamente inquinata e l’aria è proprio irrespirabile. L’approcio con la città per me è stat piuttosto difficile perchè mi sono sentita un’aliena. In Punjab, soprattutto ad Amristar, la gente è molto conservativa e quando siamo andati a cena tutta la gente del ristorante mi guardava e squadrava da capo a piedi!!! E’ stata davvero una situazione imbarazzante e questo forse mi ha fatto piacere meno la città. A parte questo piccolo inconveniente siamo stati al Golden Temple, il tempio tutto d’oro dedicatoal sikhismo. La gente pregava, si bgnava nel lago circostante e in molti preparavano a dormire lì. Quando l’ho visitato i guru stavano recitando delle preghiere e stavano pulendo tutto gli interni e le porte con il latte. Ogni sera avviene la stessa cosa e dopo aver fatto ciò mettono a dormire il libro sacro per i sikh.

Stanca ma estremamente soddisfatta di questo viaggio sono tornata a Delh con Bharti e Dimple sotto una forte pioggia monsonica. Tornare a Delhi è come tornare a casa e mi sono fermata per un po’ a casa di Bharti a chiaccherare con sua mamame e sua sorella. Sono davvero delle persone speciali e dolci con me. Sono davvero felice di aver trovato delle buone amiche..Anzi come si dice in India, delle ottime cugine!

 

Entrata archiviata sotto: Life in Delhi. Tags: .

Restare o andare? Memories

1 commento Aggiungi il tuo

  • 1. luigi82  |  17 settembre,08 alle 6:51 pm

    Un’avventura fantastica, unica e ammirabile!
    Sì, è chiaro, Camilla sta (o ha già) cambiato religione: il favoloso pellegrinaggio di 12 Km è la prova provata! A meno che l’abbia fatto per tutto quel variegato di dolcetti di cui tanto parla…

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